"Montepolesco a noi è caro per ricordo di onorate memorie; poiché in antico fu ostello di sante virtù, essendo quivi monaci illustri di santità e dottrina, così ai nostri tempi sono fioriti tali personaggi da essere l'onore del luogo e il vanto d'Italia". Così inizia la descrizione del Bianche, a proposito di questo antico castello nel territorio Filottranese. Esso si trova poco prima del fiume Musone, lungo la strada che conduce alla frazione Casenuove di Osimo, su di un monticello immerso nella soave campagna marchigiana. Tale struttura rimane come eccellente esempio di fortificazione medioevale dovuta, sembra, all'Ordine dei Templari. La storia della località è molto antica poiché risulta che nel VII secolo i Monaci di Farla avevano lì una "assai pingue e cospicua corte co' suoi servi e con tutte le pertinenze": poco dopo il mille essi se ne andarono e furono sostituiti dai Cistercensi che ivi sostarono fin circa la metà del XIV secolo, quando la proprietà divenne laicale. Della primitiva costruzione non è rimasto pressoché nulla a causa dei successivi rimaneggiamenti e modifiche avvenute nel tempo. Verso il 1300 un nobile vercellese di nome Lavinio, per motivi a noi ignoti, emigro in Umbria, per stabilirsi con i di lui discendenti, alcuni secoli dopo, in Filottrano ove uno di loro, Giuseppe, acquistò nel 1664 la tenuta di Montepolesco dai Rinuccini; ciò venne contestato dai Gentiloni e la causa si protrasse quasi un secolo, fino al 1759, allorché Lavinj ebbero il riconoscimento definitivo della proprietà avendo ottenuto alcuni anni prima il titolo di Conti di Montepolesco. L'ultima discendente si unì poi alla nobile famiglia Spada di Terni, ampliandosi in tal modo il ramo originario.La stirpe degli Spada-Lavinj ha annoverato vari personaggi che si distinsero per attività patriottiche, politiche e scientifiche, oltre che per l'amore per la terra. La villa: dopo aver superato vari edifici, sede della ancor notevole azienda agricola, si giunge di fronte ad una severa cancellata in ferro che ha davanti una graziosa parterre circolare e varie statuette mitologiche. Il viale d'onore si trova invece più a nord e fa arrivare alla villa dal bosco. Il fabbricato è caratterizzato da una bassa e lunga facciata di stile tra rococò e neo-classico, coronata al centro da un timpano e chiusa da una vasto cortile con due oratori contrapposti; quello a sinistra fu costruito per amore di simmetria e fu adibito al ruolo profano di cafe-haus, latro invece è del seicento, anteriore alla dimora di circa un secolo. Un piccolo loggiato ad archi immette in un ingresso che ospita una maestosa scala a due rampe che conduce agli interni deliziosamente decorati ed arredati.Girando attorno all'edificio si possono ammirare meravigliose aiuole con decine di esemplari di rose, e un'altra sorpresa viene dalla presenza di uno stupendo albero, un cipresso labertiano, con una circonferenza di quasi sette metri, alto quindici metri e con chioma di trenta, vecchio di oltre un secolo e mezzo ma con la punta asportata da una cannonata.La vista spazia poi sull'immensa plaga erbosa cinta dal bosco, il tutto curato come raramente capita di osservare e il passeggiarvi evoca immagini di soavità eterna,nel contatto, rispettando, tra la natura e l'uomo.