|
|
 |
 |
OSPEDALE
? RSA?
|
|
|
| |
| |
| Edizione del 11
ottobre 2008- Corriere
Adriatico
Il sindaco Ivana Ballante risponde
all’opposizione
Mendez, niente autopsia
Il legale: “Approfondiremo”
FILOTTRANO - E’ saltata definitivamente l’autopsia sul
corpo di Simona Reyes Mendez, la donna domenicana deceduta a
seguito di una emorragia cerebrale e trasportata in ambulanza
dall’ospedale di Filottrano a quello di Jesi.
Sull’episodio era stato fatto un esposto in questura per
accertare poi le cause della morte della donna ovvero se il
fatto che si siano dovuti attendere diversi minuti prima che
arrivasse l’ambulanza, avesse influito o meno sul decesso
della straniera. La salma, a questo punto, verrà quindi
trasportata nella sua terra d’origine e lì, per volontà
dei familiari, verranno effettuati i funerali. Nel frattempo,
l’avvocato dei parenti della Mendez, Nicola Gemma, ha fatto
sapere che intenderà effettuare e richiedere maggiori
approfondimenti sulla vicenda. A seguito poi delle
dichiarazioni rilasciate da Giovanni Morresi, capogruppo di
“Uniti per Filottrano”, il quale spiegava come avesse
provato “stupore misto a rabbia per una così triste vicenda
ma è triste anche la strumentalizzazione del sindaco”,
proprio il sindaco Ivana Ballante ribatte spiegando che con
questa frase l’opposizione ha “Fuorviato i lettori dai
veri problemi sanitari della città cercando di screditare
l’operato dell’amministrazione. Non riusciamo a
comprendere come si possano sottacere situazioni così
tragiche e negare anche la presenza di una Rsa a regime, con
personale medico e paramedico - prosegue - avrebbe consentito
una più rapida e qualificata attivazione dei servizi di
emergenza. Siamo solidali con tutto il personale
infermieristico della Potes - aggiunge - che svolge il proprio
operato con professionalità, Ci si chiede solo come mai non
sia stato ancora predisposto il bando per l’affidamento dei
nuovi lavori”.
|
| Edizione del 11
ottobre 2008- Corriere
Adriatico
“La struttura di Filottrano da
tempo non è più un ospedale e gli operatori erano impegnati
in un codice giallo”
Direzione e sindacati dell’Asur sul
caso della donna lasciata fuori la Rsa
“Nessuna omissione di
soccorso”
FILOTTRANO – “Nessuna presunta omissione di soccorso o
disfunzionalità può essere attribuita alla zona territoriale
numero 5 dell’Asur”.
E’ quanto sostengono, con due note distinte ma diramate
praticamente in contemporanea, sia Rsu e organizzazioni
sindacali, sia il direttore dell’Asur 5 Ciro Mingione. Il
caso è quello della donna deceduta nei giorni scorsi
all’ospedale di Jesi dopo aver chiesto soccorso alla
struttura sanitaria di Filottrano. Un caso che ha destato
molto clamore e sul quale è intervenuta anche il sindaco
Ivana Ballante. Per dare la propria versione dei fatti, la Rsu
della zona numero 5 ha preso ieri carta e penna, puntando
anche il dito contro quello che viene definito “il silenzio
assordante con cui la direzione territoriale ha mancato di
difendere il suo personale”. Ma ecco che sempre ieri è
arrivato, non appena invocato, anche l’intervento di
Mingione, nel quale si sostiene praticamente la stessa linea
dei sindacati.
Ma andiamo con ordine. Dopo aver fatto un approfondimento, la
Rsu e le organizzazioni sindacali riferiscono di aver appreso
che “quando l’utente si è rivolto nella struttura
sanitaria di Filottrano non erano presenti gli operatori del
punto del primo intervento, in quanto erano impegnati in un
codice giallo. La donna ha così preso contatto con operatori
non dipendenti della zona territoriale, ma della cooperativa
di pulizie e della struttura del Santo Stefano, che non
avevano nessuna competenza a trattare un’emergenza
sanitaria, così hanno chiamato il 118. Una volta allertato,
è intervenuta la Croce gialla di Santa Maria Nuova con i
propri volontari. Presa coscienza della gravità del caso,
questi hanno chiesto l’intervento dell’auto medica. Solo
allora l’utente ha fisicamente incontrato il personale della
zona territoriale”.
La vicenda diventa poi spunto per i sindacati per fare
“amare riflessioni: la struttura di Filottrano da mesi
funziona a basso regime, la Rsa è in ristrutturazione da anni
e i lavori sono fermi, il ricorso alle associazioni di
volontariato per la gestione dell’emergenza rischia di non
offrire le opportune garanzie”. Nella nota di Mingione si
sottolinea come “nel comune di Filottrano non esiste alcun
ospedale: la struttura è la sede della Rsa, attualmente
chiusa per ristrutturazione. Al momento dell’arrivo della
signora nella struttura di Filottrano non era funzionante
nessuna attività dell’Asur e pertanto non potevano essere
presenti né medici, né infermieri, né altro personale
sanitario. C’erano dipendenti dell’impresa di pulizie. Il
rispetto dovuto in un evento tanto drammatico – spiega il
direttore – ci ha fatto astenere fino ad oggi
dall’intervenire”.
CLAUDIA ANTOLINI
|
| Edizione del 28 Settembre 2008 - Corriere
Adriatico |
La Ballante: “Per
completare la Rsa basterebbero appena quattro mesi di lavori E
invece sono oltre due anni che tutto è bloccato nonostante i
fondi a disposizione”
L’ira del sindaco dopo il caso della
donna lasciata fuori dall’ospedale. Le condoglianze alla
famiglia
“Ora basta, l’Asur
ci dia una sanità dignitosa”
FILOTTRANO - “Siamo arrivati al punto che una persona è
morta cercando di essere soccorsa in una struttura che è
“congelata”, che chiediamo da oltre due anni, e per la
quale ci sono anche i soldi affinché venga completata.
Eppure, stiamo ancora aspettando”. E’ la denuncia del
sindaco di Filottrano, Ivana Ballante, che come prima cosa
intende porgere le condoglianze alla famiglia di Simona Reyes
Mendez, la donna domenicana deceduta giovedì mattina dopo che
non aveva trovato i soccorsi adeguati nella struttura
filottranese.
“Mi unisco al dolore e sono vicina alla famiglia Mendez e
all’Associazione dei domenicani nelle Marche - spiega il
sindaco -. Purtroppo, questo lutto, fa emergere nuovamente un
problema per il quale ci stiamo battendo da anni ma sempre
senza ricevere alcuna risposta: quello della necessità di una
postazione di soccorso che attualmente non abbiamo”.
Una situazione che ha dell’assurdo se si pensa che i soldi
per portare a conclusione i lavori ci sono. La Regione, grazie
alla tenacia del sindaco nel battersi per questo diritto che i
cittadini hanno di avere una postazione di soccorso, è
riuscita ad ottenere a maggio 350.000 euro che servirebbero a
concludere l’opera.
“Adesso - riprende - stiamo aspettando che l’Asur faccia
il bando per l’assegnazione dei lavori. Gara che richiedo
periodicamente all’assessore regionale alla Sanità,
Almerino Mezzolani, senza però ricevere risposte”. E
pensare che poi basterebbero appena quattro mesi per tirar su
la struttura di cui Filottrano ha bisogno.
Una vicenda che si dimostra assurda fin dall’inizio ovvero
fin da quando, due anni e mezzo fa, vennero elargiti i primi
450.000 euro che servivano per l’adeguamento e la
ristrutturazione dell’ex ospedale e creare quindi una Rsa
(residenza sanitaria per anziani assistita). L’azienda che
si occupava dei lavori, fallì, lasciando di conseguenza tutto
in sospeso. “Questa cosa - aggiunge la Ballante - ha
comportato il fatto che noi non abbiamo una struttura
sanitaria nonostante l’amministrazione si sia impegnata per
ricevere ed ottenere i fondi necessari al suo completamento.
Sempre il Comune poi ha acquistato l’unica ambulanza che si
trova in postazione all’interno della struttura e che è in
funzione dalle 7.30 fino alle 19.30”
Sicuramente, se ci si fosse impegnati per la conclusione dei
lavori della Rsa, Simona Mendez avrebbe trovato chi sarebbe
stato in grado di soccorrerla.
“Quello che per l’ennesima volta chiediamo - sbotta il
sindaco - è che venga immediatamente sbloccata questa
situazione perché Filottrano non può accettare episodi
simili. Insomma, dobbiamo aspettare un altro morto?”.
Filottrano, con i suoi 10.000 abitanti, ha bisogno quanto
prima di un servizio di urgenza. Attualmente, vi è un’unica
ambulanza che gira per il comune e, nei casi gravi, interviene
il 118 “ma ciò è sempre troppo poco per un territorio come
il nostro. Se i lavori per l’ospedale non iniziano quanto
prima - conclude - allora procederemo con forme di
mobilitazione molto forti. Non capiamo infatti il perché,
nonostante ci siano i soldi per portare avanti i lavori fino a
concluderli, tutto sia fermo”.
|
| Edizione del 12 Settembre 2008 - Corriere
Adriatico |
Favia: “All’Aspio
una piccola Torrette”
Centomila abitanti
senza un ospedale
OSIMO - Ancona capoluogo e zona sud. I dieci sindaci che danno
battaglia per il nuovo ospedale di rete a S.Sabino di Osimo e
in alternativa ad Acquaviva di Castelfidardo lo dicono da
tempo: “Inaccettabile chiudere cinque ospedali per farne uno
nuovo ad Ancona, lasciando 100 mila abitanti senza struttura
sanitaria”. Nel distretto osimano si parla di nodo sanità
da decenni, quando vennero chiusi tre ospedali di zona per
crearne uno nuovo che non c’è ancora. Tutto iniziò negli
anni Settanta e Ottanta. La Regione decise di chiudere
l’ospedale civile di Filottrano, dove oggi si trovano
ambulatori e riabilitazione del Santo Stefano. Poi toccò al
Muzio Gallo, fra Osimo e Offagna dove pneumologia e urologia
erano eccellenze, trasferite nella seconda metà degli anni
Ottanta al SS. Benvenuto e Rocco di Osimo e all’Umberto I di
Castelfidardo. Fu l’ospedale fidardense l’ultimo a
chiudere i battenti. Oggi vi si trovano poliambulatorio,
centro prelievi, Rsa e radiologia. Nel frattempo il nuovo
ospedale “di rete”, era rimasto nei progetti. Da
Monteragolo, la collina che sovrasta S.Biagio ci si è
spostati a S.Sabino, con posa della prima pietra dell’allora
ministro Rosy Bindi. E vertenze, ricorsi e controricorsi: a
S.Sabino solo incompiute (nella foto). E inchieste di Procura
della Repubblica e a quella della Corte dei Conti sulla
delibera regionale del febbraio 2008 con cui si annullava il
project financing di Osimo Salute Spa. Ricorsi al Tar e
richieste di risarcimento per milioni di euro. Della Rsa della
Lega del Filo d’Oro al Muzio Gallo non si sa più niente, il
pronto soccorso di Loreto declassato a primo intervento e la
chirurgia di Osimo senza primario da un anno. La beffa
peggiore per Valmusone è vedersi chiudere il SS. Benvenuto e
Rocco di Osimo e il Santa Casa di Loreto per aprire
Inrca-ospedale di rete ad Ancona. Si passerebbe da cinque a
zero.
Intanto infuria la polemica politica. “Finché il
centrodestra avrà una classe dirigente rappresentata da
Giacomo Bugaro, il centrosinistra potrà dormire sonno
tranquilli”, sferza l’Onorevole David Favia (Idv).
“Bugaro sta tentando di lucrare consenso politico sulla
pelle dei cittadini, inserendosi in un dibattito che porterà
l’ospedale a Camerano Aspio per poter sembrare uno degli
attori, non è neanche una comparsa”. Favia prosegue
sottolineando che l’accorpamento è “una strada obbligata
perchè i soldi per fare due ospedali non ci sono”. E
“bisogna rifuggire da improbabili demagogie” per mettere
“al primo posto gli interessi dei cittadini, e non scivolare
in un campanilismo di stampo feudale”. Il parlamentare Idv
si dice sicuro che la Regione decidendo l’accorpamento farà
la scelta giusta offrendo una nuova eccellenza. “Avremo una
piccola Torrette in zona Aspio Camerano, a disposizione dei
cittadini di tutti comuni interessati”.
GIACOMO QUATTRINI ,
|
| Edizione del 28
maggio 2008 - Corriere Adriatico |
“Rsa,
polemiche fuori luogo”
Il sindaco Ballante: “Non è stata
un’iniziativa di parte”
FILOTTRANO - “Alla contestazione di due venerdì fa, mia e
di tutta la giunta contro il blocco dei lavori nella locale
Rsa, sono seguite una serie di polemiche sulle quali ritengo
dare opportuni chiarimenti “. Il sindaco di Filottrano,
Ivana Ballante, replica alle dichiarazioni di Giovanni Morresi
e Gianfranco Giretti, rispettivamente capogruppo consiliare di
minoranza e coordinatore del circolo cittadino del Partito
democratico.
“Ricordo al Pd filottranese che quando ha avviato una
raccolta di firme lo ha fatto senza coinvolgere
l’amministrazione comunale ma, anzi, ha addirittura chiesto
il consenso ai cittadini per un’iniziativa che comprendeva
la richiesta di riapertura dell’ex ospedale (non più in
funzione perchè chiuso durante l’amministrazione Pasquini)
e l’attivazione del servizio di emergenza 118 per il quale
il capogruppo di minoranza Morresi era stato ben informato
dalla sottoscritta in merito al risultato positivo già
ottenuto dall’amministrazione, tanto che il servizio è
attivo dal mese di marzo”.
Ma è proprio l’opposizione ad accusare la giunta di
strumentalizzare la vicenda dei lavori in ritardo alla
struttura residenziale per gli anziani. “La giunta -
continua il sindaco Ballante - non intende gestire in proprio
la protesta, così come sostenuto dall’opposizione, ma come
è solita fare, basti pensare alle iniziative intraprese per
la forte contestazione della discarica, e così come già
annunciato alle istituzioni e organi competenti,
nell’ipotesi in cui non vengano date certezze sul
completamento dei lavori della Rsa, chiederà in primis il
forte sostegno dei cittadini ed il contributo di tutte le
forze politiche, compreso quello dell’opposizione, per
ottenere ciò di cui Filottrano ha diritto a pieno titolo per
un’opera già appaltata dall’Asur nel 2005 e di cui i
nostri anziani hanno estremo bisogno”. E ancora: “Quanto
all’assemblea pubblica organizzata dal Partito democratico
in piena campagna elettorale per le politiche - conclude la
Ballante - alla quale, nonostante ciò, ha partecipato anche
l’assessore comunale alla Salute Litargini , viene da
chiedersi se quella invece non sia stata un’iniziativa di
parte”.
DANIELA
STALLONE
|
| Edizione del 20
maggio 2008 - Corriere Adriatico |
Lavori
alla Rsa, i veleni dopo le polemiche
Morresi e Giretti: “La Ballante non
ci ha coinvolti, ha sbagliato ancora”
FILOTTRANO - Piovono ancora polemiche sui ritardi del
completamento del poliambulatorio. A sollecitare i lavori non
solo la rappresentanza sindacale della Zona territoriale 5
dell’Asur, ma anche gli esponenti del Pd e quelli del gruppo
consigliare Uniti per Filottrano. “E’ duplice il rammarico
con cui siamo venuti a conoscenza del mancato inizio dei
lavori sull’ex ospedale di Filottrano - fanno sapere in un
comunicato Giovanni Morresi e Gianfranco Giretti, capogruppo
consiliare Uniti per Filottrano e coordinatore circolo Pd -.
Primo per la notizia in se stessa. Non può essere sfuggita al
direttore Ciro Mingione la sensibilità della cittadinanza ai
problemi di erogazione dei servizi sanitari. Prova le 1.600
firme raccolte a supporto del progetto Casa della salute”.
Che continuano: “Ricorderà Mingione l’assemblea del 6
marzo 2008 al teatro Torquis dove, presenti i rappresentanti
della Regione, si parlò tra l’altro di ripristinare in
tempi rapidissimi la Rsa completando i lavori di
ristrutturazione della ex complesso ospedaliero. L’altro
motivo di rammarico è nel modo in cui siamo venuti a
conoscenza del problema. Non una comunicazione ai consiglieri
comunali di minoranza; non due righe o una telefonata al
coordinatore del circolo del Pd che pure con lettera del 22
aprile al dottor Litargini aveva sollecitato la ripresa dei
colloqui pregandolo di coinvolgere anche la Regione”.
Dunque da un paio di mesi solo silenzio sull’argomento.
“La giunta Ballante ha deciso di gestire in proprio la
protesta pure lei dimenticando l’impegno preso pubblicamente
a proseguire insieme il percorso necessario a raggiungere gli
obiettivi enunciati nella già citata assemblea”. E sulle
modalità con cui si è gestita la questione da parte
dell’amministrazione l’opposizione incalza e affila gli
artigli. “Simile comportamento rende lecito pensare che il
desiderio di farsi belli con la popolazione strumentalizzando
l’episodio, prevalga sulla volontà vera di risolvere il
problema. Pensiero legittimo se si pensa a come vengono
abitualmente gestiti i problemi a Filottrano, a partire dalla
discarica e e dalla variante. E’ evidente che sulla logica
istituzionale, che dovrebbe essere l’unica a muovere
un’amministrazione, prevalga sempre quella di parte. Ci
dispiace, ma non è così che si governa e non è così che si
affrontano i problemi”. E sulla necessità di completare la
struttura anche le organizzazioni sindacali e la Rsu che
chiedono che “la direzione di zona smentisca immediatamente
ogni incertezza e si impegni a restituirla nel minor tempo
possibile”.
CARLA
TROIANI,
|
| Edizione del 19
maggio 2008 - Corriere Adriatico |
| Filottrano
contesta l’Asur
FILOTTRANO - Il sindaco Ivana Ballante non ha chiamato a
raccolta i cittadini per protestare. Poteva farlo, davanti
alle telecamere delle televisioni e ai giornalisti della carta
stampata come fece per contestare l’ipotesi di una nuova
discarica nel territorio comunale. Invece no. C’erano i
rappresentanti istituzionali della città, dal primo cittadino
agli assessori e consiglieri comunali.
“Siamo senza la residenza sanitaria assistita (Rsa) da oltre
tre anni, e il direttore generale della Zona 5 dell’Asur
dottor Mingione adesso ci viene a dire che i lavori
ricominceranno solo nel 2009. E’ inaccettabile, i nostri
anziani li dobbiamo portare in strutture di altri Comuni”.
La protesta è per le lungaggini nell’eseguire lavori per
450 mila euro, tutti finanziati, nel primo piano dell’ex
ospedale. “L’appalto venne espletato nel 2005 - spiega il
sindaco -, venne aggiudicato a una ditta edile di Maiolati.
L’anno scorso la ditta è fallita, e nonostante le promesse
siamo ancora bloccati”. Le promesse erano che entro novembre
2007 l’appalto sarebbe stato ridato, per il completamento,
alla seconda ditta in graduatoria. Dopo cinque mesi, ancora
non è stato fatto nulla, anzi la situazione è peggiorata.
L’ex ospedale di Filottrano è una struttura a tre piani.
Nel seminterrato c’è la sezione Avis, a piano terra ci sono
i Poliambulatori (a proposito che fine ha fatto il servizio
odontoiatrico?), nel primo piano la Rsa e nel secondo la
Riabilitazione dell’Istituto Santo Stefano. E’ palese che
il blocco dei lavori ha creato e crea una situazione di
disagio in tutta la struttura. In modo particolare per
Riabilitazione, perché per arrivarci occorre attraversare la
zona out.
Ma a scatenare la rabbia di sindaco, assessori e consiglieri
non è soltanto il ritardo, ma anche le dichiarazioni
rilasciate il 6 maggio scorso dal dottor Mingione nel corso
della Conferenza dei Sindaci svoltasi a Jesi. Il direttore
della Zona 5 dell’Asur ha detto che i lavori nella Rsa di
Filottrano potranno riprendere soltanto l’anno prossimo,
pare per difficoltà finanziarie.
La notizia ha sorpreso e fatto irritare l’amministrazione
comunale. Il sindaco Ballante e l’assessore alla Salute
Litargini hanno scritto due lettere all’assessore regionale
alla Sanità e a tutte le istituzioni interessate. La prima il
4 maggio per sollecitare l’annunciata assegnazione dei
lavori. La seconda - il 7 - dopo la dichiarazione di Mingione
alla Conferenza dei Sindaci. Ieri la protesta davanti all’ex
ospedale con uno striscione con su scritto “Residenza
sanitaria assistita, morte annunciata?” Una provocazione,
forse, in attesa di risposta.
BRUNO
LUMINARI
|
|
|