Edizione del 3 novembre 2008 del CORRIERE ADRIATICO
Affollata assemblea Per la Cgia le aree in questione riceverebbero un danno enorme
Lettera di dissenso a Regione e Provincia
Discarica a Filottrano Il secco no degli artigiani


FILOTTRANO - In una affollata assemblea gli artigiani della Confartigianato di Filottrano hanno detto no alla discarica nel loro Comune.

Gli artigiani hanno infatti espresso proprio in questi giorni il proprio dissenso con una lettera inviata a Regione e Provincia.
Da uno studio dell’Università a cui era stato dato l’incarico di valutare la localizzazione più consona per l’impianto sul territorio provinciale, ben tre siti sono stati individuati a Filottrano; in particolare su due, quelli sul versante nord ovest sarebbero indirizzate fortemente le scelte per la eventuale realizzazione. Sembra che Cingoli non sia messo meglio di Filottrano in quanto lo stesso comune avrebbe già perso il ricorso; così fosse, in un raggio di un paio di chilometri sorgerebbero due discariche a fronte delle esigenze della provincia di Ancona e quella di Macerata.
Le aree in questione oltre a ricevere un abnorme accumulo di rifiuti (verrebbero riversati quelli delle grandi città) subiranno dei danni irrimediabili in quanto già svantaggiate perché lontane dalle normali reti stradali, che tuttavia l’interessamento di imprenditori locali è riuscito a trasformare risaltandone i pregi con la creazione di diversi agriturismi, il recupero di vecchi casolari e, nel tentativo assai oneroso di diversificare l’economia della zona, la realizzazione di un villaggio turistico con parco acquatico che riscuote interesse a livello internazionale.
La discarica a questo punto azzererebbe tutto. Altro motivo di contrarietà sottolineato dal Comitato Comunale della Confartigianato, è sostenuto dalla mancanza in queste zone di una viabilità sufficiente. L’attuale è assolutamente non idonea a sopportare un traffico pesante, oltre a l’inquinamento che ne conseguirebbe con il via vai dei mezzi pesanti.
Gli artigiani della Cgia, hanno ribadito il Presidente del Comitato comunale Siro Coppari e il responsabile Lezio Meschini, chiedono di incrementare la raccolta differenziata che già è iniziata e che andrebbe solo migliorata in modo tale da rendere sufficienti le discariche esistenti. Con una lettera inviata , tra gli altri al Presidente della Giunta Regionale e della Giunta provinciale, gli artigiani hanno espresso il proprio dissenso alla realizzazione della discarica nel loro territorio.
Confartigianato chiede di rivedere il piano rifiuti valutando un nuovo sito in zona centrale e vicino ai grandi centri e soprattutto all’impianto di compostaggio di Ancona, cosi si eviterebbero sprechi di risorse e problemi certi alla viabilità.
Edizione del 17 Settembre 2008 del CORRIERE ADRIATICO
Ancona fa pressioni, Filottrano non cede
Manovre per la discarica Ballante al contrattacco


FILOTTRANO - Il sindaco Ballante ha bloccato la manovra di Ancona sulla contestata nuova discarica che vorrebbe realizzata nel territorio di Filottrano. Ieri si è riunita l’assemblea di Conero Ambiente, il consorzio obbligatorio composta da 16 Comuni del sub ambito1, tra cui Ancona e Filottrano. All’ordine del giorno la scelta del sito per la nuova discarica “secondo le indicazioni dell’Università Politecnica delle Marche”. Il che vuol dire territorio di Filottrano. L’odg era dovuto a una sollecitazione del’assessore all’ambiente del comune di Ancona che chiedeva al consorzio una decisione molto rapida. Ivana Ballante ha spezzato tutte le frecce lanciate contro il suo territorio. Con motivazioni di legge, di politica e di opportunità. “Il Tar Marche si pronuncerà tra breve sui 5 ricorsi inoltrati dal Comune e dal Comitato cittadino contro la discarica - ha detto il sindaco - che contesta i risultati del Politecnico delle Marche. Per cui chiedere al Consorzio un pronunciamento ora significa voler scavalcare il Tar”. Poi la Ballante ha attaccato il sindaco Sturani perché “si è dimenticato che il consiglio comunale di Ancona ha precedentemente deliberato contro la scelta del sito di Filottrano. O il collega Sturani ha poca memoria, oppure contraddice il suo Consiglio”. Ma il sindaco filottranese (avvocato di professione), nell’arringa di ieri pomeriggio all’Assemblea di Conero Ambiente, ha sottolineato come il Tar Marche “abbia discusso oggi (ieri per chi legge) il ricorso del Comune di Cingoli avverso la scelta del proprio territorio per la discarica maceratese. Che è distante - ha concluso la Ballante - due chilometri da dove si vorrebbe realizzare quella della provincia di Ancona. Un’assurdità assoluta”. L’Assemblea ha rinviato la decisione.

Non è sempre colpa della cosiddetta “Sindrome Nimby” (Not in my backyard)

lo smaltimento dei rifiuti in Italia è disciplinato dal decreto "Ronchi" .Tale decreto stabilisce chiaramente che il problema dei rifiuti solidi deve essere risolto, anche con adeguati finanziamenti, con i seguenti principali interventi (art. 4):

"reimpiego e riciclaggio" delle merci usate e dei rifiuti

"altre forme di recupero di materia prima dai rifiuti"

"misure economiche e condizioni di appalto che prevedono l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti".

"utilizzazione dei rifiuti come combustibile per produrre energia".

Il decreto precisa che le operazioni di gestione dei rifiuti devono far diminuire la quantità dei rifiuti destinati ad operazioni di smaltimento, cioè alle discariche (allegato B)

Di fronte a una società che di giorno in giorno diventa sempre più “usa e getta” credo sia arrivato il tempo per i nostri parlamentari  regionali, le forze politiche e sindaci di occuparsi seriamente del ciclo completo di trattamento dei rifiuti.
La rivoluzione merceologica ed ecologica nel campo dei rifiuti è molto importante, per la modernizzazione dell’Italia e la sua trasformazione in paese europeo. Quindi un ciclo completo che parte dalla raccolta differenziata e termina con i termovalorizzatori è un obbiettivo primario! Basta con la politica fatta di tante piccole “toppe” e di scelte non prese…. al nord i termovalorizzatori funzionano, producono energia e buoni riscontri  economici….basta con le discariche!!!!!

Simone S.  

Edizione del 20 Maggio 2008 del CORRIERE ADRIATICO
“Non vogliamo la discarica”


CINGOLI - “La discarica non è più di moda. I cittadini di Cingoli sono stufi e stanchi di essere sempre tra i primi candidati ad ospitare discariche. Ora di appoggio, ora in territorio di Ancona a Filottrano, ma a 100 metri dai confini comunali, ciclicamente siamo sempre al primo posto per le due province (Ancona e Macerata)”. E’ quanto scrivono Pacifico Berrè, Luigi Genga e Luigi Ippoliti del gruppo consiliare lista civica Per Cambiare che aggiungono: “Studi commissionati molti anni fa e Piano Provinciale, ampiamente superati, non tengono conto dell’evoluzione che c’è stata nel settore rifiuti in questi ultimi anni. Nelle zone individuate dagli studi commissionati e nei piani provinciali, ci sono almeno cinque strutture ricettive e altre stanno nascendo, proprio per la tipicità del territorio adatto al turismo. Senza parlare dell’impatto ambientale: Cingoli, Uno dei Borghi più belli d’Italia, Balcone delle Marche, ma… con vista su discarica! Sono altre le soluzioni, non è certo la discarica di appoggio a Cingoli a risolve il problema rifiuti della provincia. La lista civica Per Cambiare è sempre contro qualsiasi discarica a Cingoli o ai confini di Cingoli come, in forma inequivocabile, ha sempre espresso forte contrarietà in consiglio comunale, votando tutti gli ordini del giorno contrari alla discarica a Cingoli”.
Edizione del 27 Marzo 2008 del CORRIERE ADRIATICO
“E’ fallito il tentativodi scegliere un altro sito”La Vallesina avvertela Provincia: “Il pianonon va modificato”
Mariani alla Ballante: “Accordo impossibile, decida il Tar”. Castelplanio punta i piedi

"Discarica, è scontro tra istituzioni"

JESI - La Provincia congela le trattative, dopo l’impossibilità di trovare un accordo, e attende il responso del Tar, mentre Castelplanio punta i piedi e approva all’unanimità una mozione per sollecitare l’esecutivo guidato dalla Casagrande a non stravolgere il piano dei rifiuti. Difficile sciogliere il nodo della nuova disarica. Così difficile da provocare uno scontro tra istituzioni. Il tentativo di individuare con il sindaco di Filottrano un sito di minimo impatto tra quelli compresi nello studio dell’Università di Ancona per lo stoccaggio dei rifiuti, fanno sapere dalla Provincia, non è andato in porto. Dunque, secondo l’assessore all’Ambiente, Marcello Mariani, non resta che attendere la decisione del Tar. Così Mariani replica alle dichiarazioni del comitato di Filottrano. “Quello che invece non è così evidente per i cittadini - continua - è che tutti i momenti di concertazione con i Comuni del bacino 1 (16) non hanno portato risultati, e non si è trovata una soluzione condivisa”. Nè prima della conclusione dello studio, quando era solo stata verificata l’idoneità tecnica di ciascun sito senza formulare graduatorie, “nè tantomeno dopo”. Mariani ha l’impressione che il sindaco di Filottrano “non abbia intenzione di prendere in esame la possibilità di una soluzione alternativa di minore impatto, nonostante le esigenze di volumetria siano diminuite, visto l’avvio della raccolta differenziata, con il sistema del porta a porta”. Raccolta che a Filottrano si attesta attualmente al 21,59 per cento (dati 2006), ma che dovrà diventare più spinta.

La Vallesina non vuole diventare la pattumiera dell’intera provincia. Il consiglio comunale di Castelplanio ha approvato alla unanimità un ordine del giorno sulla gestione dei rifiuti nel territorio provinciale, discusso in tutti i 33 Comuni del sub Ambito 2. Un territorio, si legge nel documento, che “ha sempre rispettato il piano provinciale rifiuti ma ora rischia di essere penalizzato a favore del sub Ambito 1, che ha invece sempre ignorato il Piano”.

Il consorzio Cir 33, dice l’ordine del giorno, ha dato piena attuazione alle previsioni del Ppgr: il completamento delle due discariche strategiche di Moie e Corinaldo; la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione umida di Corinaldo; la predisposizione dell’area per la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione secca, sempre a Moie. Dunque, “il percorso di unificazione dei due sub Ambiti non può essere immediato, ma dovrà passare dalla completa attuazione, senza modifiche, del Ppgr. Il quale prevede la realizzazione di un impianto di trattamento e di una discarica nel territorio dei 15 Comuni del sub Ambito 1 aderenti al Consorzio Conero Ambiente”.

Edizione del 17 Marzo 2008 del CORRIERE ADRIATICO
La Casagrande ferma su Filottrano
“Impianto a sud Il Tar sia rapido”


ancona - “La Provincia è intenzionata ad aprire la discarica del bacino sud, nella zona individuata. Se non ci fossero stati i ricorsi al Tar l’impianto forse sarebbe già aperto. Ho scritto al Tribunale amministrativo regionale per sollecitare una decisione”. La presidente della Provincia Patrizia Casagrande resta ferma sull’attuazione del Piano dei rifiuti. Quindi, impianto di smaltimento anche per il bacino uno nell’area già individuata a Filottrano (contro cui pesano, appunto, i ricorsi del Comune e di alcuni privati) e niente ampliamento dell’impianto di Castel Colonna. “Il Piano provinciale dei rifiuti non prevede l’ampliamento di Castel Colonna - sottolinea la Casagrande -. C’è stato anche un confronto. Non si può pensare che tutti i rifiuti vengano portati in un’unica parte del territorio. Certo, non è colpa di Ancona se non c’è la discarica. Oltretutto, non c’erano siti ricadenti nel comune tra quelli individuati come idonei e inseriti nella graduatoria”.

Già, ma il problema resta tutto. Anche ammesso che Castel Colonna continui a ricevere i rifiuti del capoluogo, cosa succederà a fine anno, quando l’impianto chiuderà? Di certo, non ci sarà la nuova discarica a sud, sempre che il Tar (e poi eventualmente il Consiglio di Stato) diano ragione alla Provincia. E non sarà pronto neppure l’impianto di selezione dei rifiuti che Ancona si è detta disponibile ad ospitare. E’ in corso la comparazione tra i due siti rimasti in ballo, alla Baraccola e a Saline, ma l’apertura dell’impianto non è certo dietro l’angolo. “Ci sarà una fase transitoria che gestiremo - dice la presidente -. Ci sono anche altre due discariche, quella di Maiolati e quella di Corinaldo, che si possono utilizzare. E sta andando molto bene la raccolta differenziata. Diversi Comuni hanno fatto passi avanti consistenti. Adesso sta partendo anche il progetto di Ancona (per la raccolta porta a porta, a iniziare da due quartieri per poi arrivare all’allargamento a tutta la città; ndr)”.

L’Assemblea dei sindaci dei 16 Comuni riuniti nel consorzio Conero Ambiente ha già approvato all’unanimità il Piano industriale della raccolta rifiuti nel bacino 1. Si prevede il raggiungimento del 50 per cento di raccolta differenziata entro il 2009 e del 60 per cento entro il 2011, partendo dal valore attuale che nel 2006 è risultato nel bacino mediamente del 21 per cento. Proprio per questo verrà adottata la raccolta porta a porta, che verrà estesa gradualmente fino a raggiungere circa l’82 per cento dei 250 mila abitanti del territorio; la quota residua di rifiuti continuerà necessariamente ad essere intercettata mediante raccolta stradale (cassonetti, campane e simili). Si prevede che la quantità di rifiuti prodotti nel bacino si stabilizzerà attorno al valore di 164 mila tonnellate/anno a partire dal 2008.

 
Edizione del 8 novembre 2007 del CORRIERE ADRIATICO
Conero Ambiente, verrà estesa la raccolta porta a portaPer la differenziata il traguardo del 50 per cento entro il 2009
Verifiche anche a Piantate Lunghe dell’Aspio e a Saline, ma la Baraccola resta in pole

Rifiuti, altre due aree per l’impianto


ANCONA - Con meno rifiuti l'impianto di trattamento comunale sarà più piccolo e probabilmente non ci sarà la discarica nel Bacino 1. Sembra imperniato sul principio di causa-effetto il piano industriale della raccolta rifiuti del Bacino 1 della provincia approvato all’unanimità dall’assemblea dei sindaci dei sedici Comuni riuniti nel consorzio Conero Ambiente. L’obiettivo dichiarato del piano è quello di ridurre i rifiuti solidi urbani tra il 5% e il 10% con la raccolta domiciliare che verrà estesa gradualmente “fino a raggiungere circa l’82% dei 250 mila abitanti del territorio - si legge in una nota del consorzio -. La quota residua di rifiuti continuerà necessariamente ad essere intercettata mediante raccolta stradale (cassonetti, campane e simili)”. La raccolta porta a porta farà anche diminuire i conferimenti impropri che attualmente si riscontrano nei contenitori stradali e contribuirà al miglioramento dell’arredo urbano con l’eliminazione di gran parte dei cassonetti. Il piano industriale vuole raggiungere il traguardo del 50% di raccolta differenziata entro il 2009 e del 60% entro il 2011 partendo dal valore del 2006 che è stato, in media, del 21%. La quantità prevista di rifiuti prodotti nel Bacino 1 si stabilizzerà attorno al valore di 164 mila tonnellate/anno a partire dal 2008. Con la raccolta domiciliare una parte consistente dei rifiuti prodotti nel territorio sarà avviata ad effettivo recupero per cui la quantità di rifiuti da portare al nuovo impianto di trattamento, che deve essere ancora realizzato, sarà molto minore. Tale previsione ha portato ad un ridimensionamento, secondo progetto, dell’impianto di trattamento per il compostaggio della frazione organica e stabilizzazione dei rifiuti indifferenziati residuali dalla raccolta differenziata.

Lo studio per la localizzazione del terreno per la realizzazione dell’impianto è ancora in corso anche se l’area individuata dietro l’Auchan, di rimpetto a Candia, sembra la più adatta. Al momento sono sotto osservazione altri due siti, complessivamente il Comune di Ancona ne ha monitorati cinque, uno all’Aspio in area Piantate Lunghe e uno in zona Saline presumibilmente nel tratto che collega Casine di Paterno a Castelferretti. Una strategia come quella indicata dal consorzio sul trattamento dei rifiuti sembra poi portare diritta alla rinuncia della costruzione di una nuova discarica che, secondo gli studi dell’Università, sarebbe dovuta sorgere a Filottrano. L’ampliamento dell’impianto di Castelcolonna del Bacino 2 potrebbe permettere il ricevimento continuo dei rifiuti provenienti dal Bacino 1. Tra l’altro “il materiale residuo che dovrà essere portato a discarica - si legge ancora nel comunicato di Conero Ambiente - risulterà molto minore, per cui minore sarà il consumo di discariche”. “Si tratterà poi di materiale reso non putrescibile dal trattamento subito nell’impianto per cui le discariche avranno impatto ambientale modesto”. Si sta ora avviando la fase realizzativa del piano della raccolta, che per le prime zone entrerà in funzione nel corso del prossimo anno. Questa fase sarà preceduta da una intensa attività di informazione agli abitanti: per far fronte al grosso impegno richiesto si stanno attivando tavoli di lavoro Consorzio, Comuni e Aziende.
 
LUCA FREZZOTTI ,
Edizione del 29 gennaio 2007 del CORRIERE ADRIATICO
il sindaco Ballante ha confermato il ricorso al Tar così come deciso dal comune di Cingoli Anche il presidente del comitato passa alle carte bollate “Una scelta assurda che ci penalizza” 
Sala consiliare gremita per bocciare la decisione della Provincia 

Discarica, Filottrano dice no 


FILOTTRANO - Assemblea straordinaria per la discarica. Il Comitato la discarica non è di moda ' e l'amministrazione comunale hanno partecipato, ieri l’altro, all'assemblea pubblica straordinaria per portare a conoscenza tutti i cittadini le ultime decisioni prese dalla Provincia in merito alla discarica. In una sala consiliare gremita come mai, ha aperto i lavori il sindaco Ivana Ballante, che nel suo intervento ha informato i presenti che la giunta comunale, con delibera immediatamente eseguibile, ha deciso il ricorso al Tar avverso la decisione della Provincia e ha ribadito fortemente le ragioni per le quali è importante opporsi alla realizzazione della discarica a Filottrano .

Il sindaco ha ripercorso tutti gli avvenimenti che si sono succeduti dal 3 novembre 2005, giorno dell'incontro con l'assessore alla provinciale Patrizia Casagrande durante il quale venne informata che i primi due siti identificati dall’Università Politecnica delle Marche per realizzare la nuova discarica ricadevano sul territorio di Filottrano. Ricorre al Tar anche il Comune di Cingoli, perché il sito della indicato è prospiciente al suo territorio, come ha affermato il sindaco Filippo Bacci nel corso del suo intervento. Voglio ringraziare i componenti del comitato tecnico per l'impegno profuso e per aver trovato dopo un'analisi certosina valide motivazioni tecnico-legali avverso lo studio eseguito dall'Università di Ancona . Queste le parole del presidente del comitato Giovanni Serrani,ormai è tempo di scendere in campo per azioni a tutela degli interessi della comunità. Si preannunciano tre ricorsi, promossi dal comitato stesso: dei proprietari dei terreni, dei confinati e dei titolari delle attività che subirebbero danni se la discarica venisse realizzata. L’azione legale è affidata a Luciano Saraceni, presidente della Banca Credito Cooperativo di Filottrano, che terrà i contatti con lo studio legale Carissimi di Terni.

Sono anche state fissate le date in cui il comitato incontrerà residenti e interessati dei siti indicati: martedì prossimo nella sala parrocchiale di Sant'Ignazio (sito 11) e il 1° febbraio nell'area verde della frazione Cantalupo (sito 10). A questo punto è importante l'impegno e la sensibilità di tutti ,perché la discarica è un problema che riguarda l'intera città ,nessuno escluso. Così Serrani ha concluso i lavori, invitando i presenti a un contributo finanziario per le forti spese da sostenere. Una serata importante in cui con molta civiltà si è confermata la volontà dell’ impegno politico che giuridico per dire “no alla discarica a Filottrano”. 

 
Edizione del 30 dicembre 2006 del CORRIERE ADRIATICO
Rifiuti, l’assessore Casagrande: “Lo studio dell’Università Politecnica resta valido”
Filottrano, torna l’incubo della discarica


FILOTTRANO - “Il Piano provinciale rifiuti va attuato, compresi i risultati dello studio fatto dall’Università Politecnica delle Marche sulla identificazione dei siti per realizzare la nuova discarica per i 16 Comuni dell’Ambito 1”. Il che significa che torna attuale la localizzazione nel territorio di Filottrano. Nonostante i mesi di contestazione e lotta dell’amministrazione comunale e dell’apposito comitato popolare. L’ha ribadito l’assessore provinciale all’ambiente Patrizia Casagrande intervenuta, sabato scorso, all’inaugurazione della nuova centrale di produzione d’energia elettrica dal biogas della discarica “La Cornacchia” di Moie.

Ma la patata bollente la Provincia l’ha passato a Conero Ambiente, il consorzio obbligatorio (per legge) composto da 16 Comuni dell’Ambito 1 tra cui Ancona, Falconara, Osimo e anche Filottrano. “Come vogliono le leggi correnti sono i consorzi a decidere come e dove realizzare gli impianti relativi alla gestione integrata dei rifiuti” spiega la Casagrande, “la Provincia ha messo a disposizione di Conero Ambiente lo studio e la graduatoria stilati dall’Università Politecnica. E ha chiuso il suo compito deliberando. Il consorzio ha facoltà di scegliere uno dei siti indicati in graduatoria in piena libertà, ma lo deve fare entro aprile 2007. In caso contrario deciderà la Provincia, scegliendo il primo sito in graduatoria e cioè Filottrano”. Comunque si rigiri la patata bollente, il territorio di Filottrano resta l’obiettivo prioritario per la nuova discarica, avendo le prime due indicazioni della graduatoria.

Tutto sembrerebbe deciso, quindi. Perché all’interno di Conero Ambiente il Comune di Filottrano ha ben poco peso decisionale rispetto ai grandi come Ancona, Osimo, Falconara etc. E se anche il sindaco Ballante, la giunta, il Consiglio e gli abitanti riuscissero a non far decidere il consorzio, deciderebbe la Provincia. E sceglierebbe Filottrano.

Patrizia Casagrande è persona e amministratore pubblico coerente. E anche coraggiosa, dote rara in politica. Avrebbe potuto rinviare tutto alla prossima legislatura, a dopo le elezioni di primavera 2007. Alla prossima giunta. Modus operandi, questo, molto praticato e sempre in auge nell’Italietta. Mal’assessore all’ambiente è pur sempre espressione di uno schieramento politico, anzi di una coalizione variegata. E la giunta provinciale è in scadenza. Quindi la possibilità che tutto venga rinviato alla nuova amministrazione provinciale è molto concreto. Il come e il perché questo possa avvenire sono aspetti irrilevanti nella “logica” del consenso elettorale. Le vicende nazionali, dalla Finanziaria ai Pacs la dicono lunga sulla possibilità di fare tutto e il contrario di tutto.

Anche perché lo studio dell’Università Politecnica ha ignorato - volutamente o per gli input iniziali all’incarico - la possibilità di allargare la discarica di Castelcolonna come, invece, è stato possibile fare con la discarica La Cornacchia di Moie con buon senso e razionalità. Non è un mistero per nessuno che la soluzione Castelcolonna non dispiaccia a quell’amministrazione comunale che dovrebbe acquisire la discarica dall’attuale proprietà privata. Ma non sarebbe un problema. Ancona ha fatto la sua parte, con ritardo ma l’ha fatto decidendo di posizionare l’impianto di selezione rifiuti nel suo territorio. Castelcolonna è più vicino ad Ancona rispetto Filottrano. Ed è disponibile, di fatto, ad ampliare la propria discarica, in tempi molto più veloci che realizzarne una nuova. O no?

 
Edizione del 20 ottobre 2006 del CORRIERE ADRIATICO

Ivana Ballante: “Il consiglio comunale del capoluogo di regione ha dato ulteriore credito alle nostre ragioni” 
No alla discarica, la soddisfazione del sindaco di Filottrano  


“Anche Ancona è con noi”

FILOTTRANO - “Il consiglio comunale di Ancona con la delibera approvata l’altro giorno si è assunto un impegno chiaro e preciso: no all'impianto di smaltimento a Filottrano, conteniamo i costi”. Immediate le considerazioni del sindaco di Filottrano, Ivana Ballante: “Esprimo viva soddisfazione - ha affermato - per la votazione del Comune di Ancona, a volte gli steccati, quando è il buon senso a prevalere, si superano in politica. Filottrano non merita di divenire la discarica di tutti i Comuni compresi nel Bacino 1. La qualità della vita nei comuni dell'entroterra - ha precisato il sindaco - è fondamentale e comunque va fatta una seria e responsabile riflessione circa la necessità di una nuova discarica anche in considerazione della tipologia dell'impianto di trattamento che si andrà a realizzare nel Comune di Ancona e degli obiettivi di potenziamento della raccolta differenziata. Tra l'altro, rimane fermamente convinta dell'opportunità di riaprire la discussione su tecnologie innovative ed alternative, quali la termovalorizzazione, ampiamente sperimentate anche in Regioni guidate da governi di centrosinistra. Pertanto apprezzo - ha concluso la Ballante - che il Comune capoluogo di provincia, Ancona, abbia compreso le nostre ragioni e abbia compreso che se è Ancona ad ospitare l'impianto di trattamento, i costi del trasporto dei rifiuti a carico dei Comuni del Bacino 1 lieviterebbero senza considerare le risorse necessarie per la realizzazione delle infrastrutture e spero che la Provincia tenga ora conto di questa posizione formalmente espressa da Ancona”. 

Anche il gruppo consiliare di Alleanza nazionale del Comune di Ancona - attraverso il presidente Giovanni Zinni - fa sapere di essere rimasto molto soddisfatto dalla discussione in aula in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti. “Con una votazione trasversale e pressoché unitaria il consiglio comunale di Ancona ha ribadito di voler essere centrale nella gestione dei rifiuti del Bacino 1 del territorio provinciale. Da un lato vi è stata la maggioranza che ha ribadito con una delibera l'assunzione di responsabilità nella gestione dell'impianto di trattamento e smistamento, dall'altra An e la Cdl che hanno ribadito la necessità di non andare a realizzare l'impianto di smaltimento, e cioè la vera e propria discarica, in zone lontane ed antieconomiche quali Filottrano, come si evince purtroppo dallo studio commissionato dalla Provincia. Ora Sturani - secondo quanto dichiarato dallo stesso Giovanni Zinni - deve far sentire la sua voce soprattutto sulla Provincia che è l'ente competente per l'individuazione del sito dello smaltimento. Il nostro auspicio è che adesso la maggioranza in Comune rispetti i patti, e cioè l'unanimità del consiglio comunale, a parte purtroppo Rifondazione, per ottenere un impegno serio della Provincia in questo senso”.

 
Edizione del 24 novembre 2005 del CORRIERE ADRIATICO

Anche l’opposizione di centrosinistra dice “no” all’impianto previsto in località Sant’Ignazio Morresi: “La politica deve entrare nel cuore dei problemi e non affidarsi alle relazioni tecniche” Voto unanime dell’assise straordinaria dell’altra sera. Il sindaco s’appella alla sovranità popolare

Filottrano, Consiglio unito contro la discarica 

FILOTTRANO - Il consiglio comunale convocato l’altra sera in seduta “straordinaria pubblica ed urgente” ha visto votato all'unanimità l'unico punto all'ordine del giorno, ovvero quello riguardante la localizzazione della discarica del bacino 1 della provincia di Ancona sul territorio di Filottrano. Un “no” sentito, secco, determinato, senza i paventati tentennamenti dell’opposizione che qui, lo ricordiamo, è targata centrosinistra. ---CONTINUA---

 
Edizione del 18 novembre 2005 del CORRIERE ADRIATICO
L’arbitro Daniele Tombolini nominato a capo degli oppositori. Altolà ai politici 
Filottrano, inizia la battaglia 
Affollatissima assemblea: costituito il Comitato anti discarica 

E’ nato il Comitato cittadino anti discarica. A presiederlo è stato chiamato il popolare arbitro di calcio Daniele Tombolini, che ha una villetta nelle immediate vicinanze da dove dovrebbe sorgere l’impianto filottranese per i rifiuti. L’ufficializzazione della nascita del Comitato e di Tombolini presidente l’altra sera nel corso di una affollatissima assemblea popolare al cinema Torquis. Il sindaco Ivana Ballante, affiancato dal primo cittadino di Cingoli e da amministratori dela vicina Osimo, ha annunciato una “guerra” che non concederà sconti a nessuno, “per una scelta ingiusta, insensata e priva di supporti scientifici validi”. Un boato da stadio ha sottolineato anche l’intervento di Tombolini. 

In cronaca di Jesi

 
Edizione del 13 novembre 2005 del CORRIERE ADRIATICO
comuni in lotta 


ANCONA - Le discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani continuano a creare tensioni. Molti “no” sulla loro dislocazione. L'ultimo diniego è del sindaco An di Filottrano, Ivana Ballante, dopo che la Provincia aveva annunciato di avere individuato, tramite uno studio tecnico dell'università di Ancona, il sito in quel Comune. In questo graviterebbero i rifiuti (140 mila tonnellate/anno) di 16 Comuni per complessivi 240 mila abitanti, parte costieri, tra cui Ancona che, da sola, ha la metà del numero dei residenti del bacino sud della provincia. “Il consiglio comunale di Filottrano - ha precisato la Ballante - si espresse in modo contrario nel 2002 e lo farà nuovamente. Riteniamo astratte le valutazioni tecniche effettuate in quanto non tengono conto della specificità del territorio”.

Diversa la situazione a Chiaravalle dove l’amministrazione comunale chiede che l’impianto di selezione e dei rifiuti venga realizzato sul proprio territorio, scelta fortemente contestata da comitati popolari e Comuni limitrofi.

Non meno tenero è stato il dibattito tenutosi a Castel di Lama, in provincia di Ascoli che nella frazione Relluce ospita una discarica e che emana cattivi odori tanto che i residenti ne chiedono l'eliminazione, così come controlli sulla sicurezza dell'impianto e l'individuazione di una possibile alternativa. 

REDAZIONALE