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| Edizione del 3
novembre 2008 del CORRIERE ADRIATICO |
Affollata assemblea Per la Cgia le
aree in questione riceverebbero un danno enorme
Lettera di dissenso a Regione e Provincia
Discarica a Filottrano Il secco no
degli artigiani
FILOTTRANO - In una affollata assemblea gli artigiani della
Confartigianato di Filottrano hanno detto no alla discarica nel loro
Comune.
Gli artigiani hanno infatti espresso proprio in questi giorni il proprio
dissenso con una lettera inviata a Regione e Provincia.
Da uno studio dell’Università a cui era stato dato l’incarico di
valutare la localizzazione più consona per l’impianto sul territorio
provinciale, ben tre siti sono stati individuati a Filottrano; in
particolare su due, quelli sul versante nord ovest sarebbero indirizzate
fortemente le scelte per la eventuale realizzazione. Sembra che Cingoli
non sia messo meglio di Filottrano in quanto lo stesso comune avrebbe già
perso il ricorso; così fosse, in un raggio di un paio di chilometri
sorgerebbero due discariche a fronte delle esigenze della provincia di
Ancona e quella di Macerata.
Le aree in questione oltre a ricevere un abnorme accumulo di rifiuti
(verrebbero riversati quelli delle grandi città) subiranno dei danni
irrimediabili in quanto già svantaggiate perché lontane dalle normali
reti stradali, che tuttavia l’interessamento di imprenditori locali è
riuscito a trasformare risaltandone i pregi con la creazione di diversi
agriturismi, il recupero di vecchi casolari e, nel tentativo assai oneroso
di diversificare l’economia della zona, la realizzazione di un villaggio
turistico con parco acquatico che riscuote interesse a livello
internazionale.
La discarica a questo punto azzererebbe tutto. Altro motivo di contrarietà
sottolineato dal Comitato Comunale della Confartigianato, è sostenuto
dalla mancanza in queste zone di una viabilità sufficiente. L’attuale
è assolutamente non idonea a sopportare un traffico pesante, oltre a
l’inquinamento che ne conseguirebbe con il via vai dei mezzi pesanti.
Gli artigiani della Cgia, hanno ribadito il Presidente del Comitato
comunale Siro Coppari e il responsabile Lezio Meschini, chiedono di
incrementare la raccolta differenziata che già è iniziata e che andrebbe
solo migliorata in modo tale da rendere sufficienti le discariche
esistenti. Con una lettera inviata , tra gli altri al Presidente della
Giunta Regionale e della Giunta provinciale, gli artigiani hanno espresso
il proprio dissenso alla realizzazione della discarica nel loro
territorio.
Confartigianato chiede di rivedere il piano rifiuti valutando un nuovo
sito in zona centrale e vicino ai grandi centri e soprattutto
all’impianto di compostaggio di Ancona, cosi si eviterebbero sprechi di
risorse e problemi certi alla viabilità.
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| Edizione del 17 Settembre
2008 del CORRIERE ADRIATICO |
Ancona fa pressioni, Filottrano non
cede
Manovre per la discarica Ballante
al contrattacco
FILOTTRANO - Il sindaco Ballante ha bloccato la manovra di Ancona sulla
contestata nuova discarica che vorrebbe realizzata nel territorio di
Filottrano. Ieri si è riunita l’assemblea di Conero Ambiente, il
consorzio obbligatorio composta da 16 Comuni del sub ambito1, tra cui
Ancona e Filottrano. All’ordine del giorno la scelta del sito per la
nuova discarica “secondo le indicazioni dell’Università Politecnica
delle Marche”. Il che vuol dire territorio di Filottrano. L’odg era
dovuto a una sollecitazione del’assessore all’ambiente del comune di
Ancona che chiedeva al consorzio una decisione molto rapida. Ivana
Ballante ha spezzato tutte le frecce lanciate contro il suo territorio.
Con motivazioni di legge, di politica e di opportunità. “Il Tar Marche
si pronuncerà tra breve sui 5 ricorsi inoltrati dal Comune e dal Comitato
cittadino contro la discarica - ha detto il sindaco - che contesta i
risultati del Politecnico delle Marche. Per cui chiedere al Consorzio un
pronunciamento ora significa voler scavalcare il Tar”. Poi la Ballante
ha attaccato il sindaco Sturani perché “si è dimenticato che il
consiglio comunale di Ancona ha precedentemente deliberato contro la
scelta del sito di Filottrano. O il collega Sturani ha poca memoria,
oppure contraddice il suo Consiglio”. Ma il sindaco filottranese
(avvocato di professione), nell’arringa di ieri pomeriggio
all’Assemblea di Conero Ambiente, ha sottolineato come il Tar Marche
“abbia discusso oggi (ieri per chi legge) il ricorso del Comune di
Cingoli avverso la scelta del proprio territorio per la discarica
maceratese. Che è distante - ha concluso la Ballante - due chilometri da
dove si vorrebbe realizzare quella della provincia di Ancona.
Un’assurdità assoluta”. L’Assemblea ha rinviato la decisione. |
Non è sempre colpa della cosiddetta
“Sindrome Nimby” (Not in my backyard)
lo smaltimento
dei rifiuti in Italia è disciplinato dal
decreto "Ronchi" .Tale decreto
stabilisce chiaramente che il problema dei rifiuti solidi deve essere
risolto,
anche con adeguati finanziamenti, con i seguenti principali interventi
(art.
4):
"reimpiego
e riciclaggio" delle merci usate e dei rifiuti
"altre
forme di recupero di materia prima dai rifiuti"
"misure
economiche e condizioni di appalto che prevedono l’impiego dei
materiali
recuperati dai rifiuti".
"utilizzazione
dei rifiuti come combustibile per produrre energia".
Il decreto
precisa che le operazioni di gestione dei rifiuti devono far
diminuire
la quantità dei rifiuti destinati ad operazioni di smaltimento, cioè
alle
discariche (allegato B)
Di fronte a una società che
di giorno in giorno diventa
sempre più “usa e getta” credo sia arrivato il tempo per i nostri
parlamentari regionali,
le forze politiche e sindaci di
occuparsi seriamente del ciclo completo di trattamento dei rifiuti.
La
rivoluzione merceologica ed ecologica nel campo dei rifiuti è molto
importante,
per la modernizzazione dell’Italia e la sua trasformazione in paese
europeo. Quindi
un ciclo completo che parte dalla raccolta differenziata e termina con
i
termovalorizzatori è un obbiettivo primario! Basta con la politica
fatta di
tante piccole “toppe” e di scelte non prese…. al nord i
termovalorizzatori
funzionano, producono energia e buoni riscontri economici….basta
con le discariche!!!!!
Simone S.
| Edizione del 20 Maggio 2008 del CORRIERE ADRIATICO |
“Non vogliamo la
discarica”
CINGOLI - “La discarica non è più di moda. I cittadini di Cingoli sono
stufi e stanchi di essere sempre tra i primi candidati ad ospitare
discariche. Ora di appoggio, ora in territorio di Ancona a Filottrano, ma
a 100 metri dai confini comunali, ciclicamente siamo sempre al primo posto
per le due province (Ancona e Macerata)”. E’ quanto scrivono Pacifico
Berrè, Luigi Genga e Luigi Ippoliti del gruppo consiliare lista civica
Per Cambiare che aggiungono: “Studi commissionati molti anni fa e Piano
Provinciale, ampiamente superati, non tengono conto dell’evoluzione che
c’è stata nel settore rifiuti in questi ultimi anni. Nelle zone
individuate dagli studi commissionati e nei piani provinciali, ci sono
almeno cinque strutture ricettive e altre stanno nascendo, proprio per la
tipicità del territorio adatto al turismo. Senza parlare dell’impatto
ambientale: Cingoli, Uno dei Borghi più belli d’Italia, Balcone delle
Marche, ma… con vista su discarica! Sono altre le soluzioni, non è
certo la discarica di appoggio a Cingoli a risolve il problema rifiuti
della provincia. La lista civica Per Cambiare è sempre contro qualsiasi
discarica a Cingoli o ai confini di Cingoli come, in forma inequivocabile,
ha sempre espresso forte contrarietà in consiglio comunale, votando tutti
gli ordini del giorno contrari alla discarica a Cingoli”. |
| Edizione del 27 Marzo 2008 del CORRIERE ADRIATICO |
“E’ fallito il tentativodi
scegliere un altro sito”La Vallesina avvertela Provincia: “Il pianonon
va modificato”
Mariani alla Ballante: “Accordo impossibile,
decida il Tar”. Castelplanio punta i piedi
"Discarica, è scontro tra
istituzioni"
JESI - La Provincia congela le trattative,
dopo l’impossibilità di trovare un accordo, e attende il responso del
Tar, mentre Castelplanio punta i piedi e approva all’unanimità una
mozione per sollecitare l’esecutivo guidato dalla Casagrande a non
stravolgere il piano dei rifiuti. Difficile sciogliere il nodo della nuova
disarica. Così difficile da provocare uno scontro tra istituzioni. Il
tentativo di individuare con il sindaco di Filottrano un sito di minimo
impatto tra quelli compresi nello studio dell’Università di Ancona per
lo stoccaggio dei rifiuti, fanno sapere dalla Provincia, non è andato in
porto. Dunque, secondo l’assessore all’Ambiente, Marcello Mariani, non
resta che attendere la decisione del Tar. Così Mariani replica alle
dichiarazioni del comitato di Filottrano. “Quello che invece non è così
evidente per i cittadini - continua - è che tutti i momenti di
concertazione con i Comuni del bacino 1 (16) non hanno portato risultati,
e non si è trovata una soluzione condivisa”. Nè prima della
conclusione dello studio, quando era solo stata verificata l’idoneità
tecnica di ciascun sito senza formulare graduatorie, “nè tantomeno
dopo”. Mariani ha l’impressione che il sindaco di Filottrano “non
abbia intenzione di prendere in esame la possibilità di una soluzione
alternativa di minore impatto, nonostante le esigenze di volumetria siano
diminuite, visto l’avvio della raccolta differenziata, con il sistema
del porta a porta”. Raccolta che a Filottrano si attesta attualmente al
21,59 per cento (dati 2006), ma che dovrà diventare più spinta.
La Vallesina non vuole diventare la pattumiera dell’intera provincia. Il
consiglio comunale di Castelplanio ha approvato alla unanimità un ordine
del giorno sulla gestione dei rifiuti nel territorio provinciale, discusso
in tutti i 33 Comuni del sub Ambito 2. Un territorio, si legge nel
documento, che “ha sempre rispettato il piano provinciale rifiuti ma ora
rischia di essere penalizzato a favore del sub Ambito 1, che ha invece
sempre ignorato il Piano”.
Il consorzio Cir 33, dice l’ordine del giorno, ha dato piena attuazione
alle previsioni del Ppgr: il completamento delle due discariche
strategiche di Moie e Corinaldo; la realizzazione di un impianto di
trattamento della frazione umida di Corinaldo; la predisposizione
dell’area per la realizzazione di un impianto di trattamento della
frazione secca, sempre a Moie. Dunque, “il percorso di unificazione dei
due sub Ambiti non può essere immediato, ma dovrà passare dalla completa
attuazione, senza modifiche, del Ppgr. Il quale prevede la realizzazione
di un impianto di trattamento e di una discarica nel territorio dei 15
Comuni del sub Ambito 1 aderenti al Consorzio Conero Ambiente”.
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| Edizione del 17 Marzo 2008 del CORRIERE ADRIATICO |
La
Casagrande ferma su Filottrano
“Impianto a sud Il Tar sia rapido”
ancona -
“La Provincia è intenzionata ad aprire la discarica del bacino
sud, nella zona individuata. Se non ci fossero stati i ricorsi al Tar
l’impianto forse sarebbe già aperto. Ho scritto al Tribunale
amministrativo regionale per sollecitare una decisione”. La presidente
della Provincia Patrizia Casagrande resta ferma sull’attuazione del
Piano dei rifiuti. Quindi, impianto di smaltimento anche per il bacino
uno nell’area già individuata a Filottrano (contro cui pesano, appunto,
i ricorsi del Comune e di alcuni privati) e niente ampliamento
dell’impianto di Castel Colonna. “Il Piano provinciale dei rifiuti non
prevede l’ampliamento di Castel Colonna - sottolinea la Casagrande -.
C’è stato anche un confronto. Non si può pensare che tutti i rifiuti
vengano portati in un’unica parte del territorio. Certo, non è colpa di
Ancona se non c’è la discarica. Oltretutto, non c’erano siti ricadenti
nel comune tra quelli individuati come idonei e inseriti nella
graduatoria”.
Già,
ma il problema resta tutto. Anche ammesso che Castel Colonna continui a
ricevere i rifiuti del capoluogo, cosa succederà a fine anno, quando
l’impianto chiuderà? Di certo, non ci sarà la nuova discarica a sud,
sempre che il Tar (e poi eventualmente il Consiglio di Stato) diano
ragione alla Provincia. E non sarà pronto neppure l’impianto di
selezione dei rifiuti che Ancona si è detta disponibile ad ospitare. E’
in corso la comparazione tra i due siti rimasti in ballo, alla
Baraccola e a Saline, ma l’apertura dell’impianto non è certo dietro
l’angolo. “Ci sarà una fase transitoria che gestiremo - dice la
presidente -. Ci sono anche altre due discariche, quella di Maiolati e
quella di Corinaldo, che si possono utilizzare. E sta andando molto
bene la raccolta differenziata. Diversi Comuni hanno fatto passi avanti
consistenti. Adesso sta partendo anche il progetto di Ancona (per la
raccolta porta a porta, a iniziare da due quartieri per poi arrivare
all’allargamento a tutta la città; ndr)”.
L’Assemblea
dei
sindaci dei 16 Comuni riuniti nel consorzio Conero Ambiente ha già
approvato all’unanimità il Piano industriale della raccolta rifiuti nel
bacino 1. Si prevede il raggiungimento del 50 per cento di raccolta
differenziata entro il 2009 e del 60 per cento entro il 2011, partendo
dal valore attuale che nel 2006 è risultato nel bacino mediamente del
21 per cento. Proprio per questo verrà adottata la raccolta porta a
porta, che verrà estesa gradualmente fino a raggiungere circa l’82 per
cento dei 250 mila abitanti del territorio; la quota residua di rifiuti
continuerà necessariamente ad essere intercettata mediante raccolta
stradale (cassonetti, campane e simili). Si prevede che la quantità di
rifiuti prodotti nel bacino si stabilizzerà attorno al valore di 164
mila tonnellate/anno a partire dal 2008. |
| Edizione
del 8 novembre 2007 del
CORRIERE ADRIATICO |
Conero
Ambiente, verrà estesa la raccolta porta a portaPer la differenziata il
traguardo del 50 per cento entro il 2009
Verifiche anche
a Piantate Lunghe dell’Aspio e a Saline, ma la Baraccola resta in pole
Rifiuti,
altre due aree per l’impianto
ANCONA
- Con meno rifiuti l'impianto di trattamento comunale sarà più piccolo
e probabilmente non ci sarà la discarica nel Bacino 1. Sembra
imperniato sul principio di causa-effetto il piano industriale della
raccolta rifiuti del Bacino 1 della provincia approvato all’unanimità
dall’assemblea dei sindaci dei sedici Comuni riuniti nel consorzio
Conero Ambiente. L’obiettivo dichiarato del piano è quello di ridurre i
rifiuti solidi urbani tra il 5% e il 10% con la raccolta domiciliare
che verrà estesa gradualmente “fino a raggiungere circa l’82% dei 250
mila abitanti del territorio - si legge in una nota del consorzio -. La
quota residua di rifiuti continuerà necessariamente ad essere
intercettata mediante raccolta stradale (cassonetti, campane e
simili)”. La raccolta porta a porta farà anche diminuire i conferimenti
impropri che attualmente si riscontrano nei contenitori stradali e
contribuirà al miglioramento dell’arredo urbano con l’eliminazione di
gran parte dei cassonetti. Il piano industriale vuole raggiungere il
traguardo del 50% di raccolta differenziata entro il 2009 e del 60%
entro il 2011 partendo dal valore del 2006 che è stato, in media, del
21%. La quantità prevista di rifiuti prodotti nel Bacino 1 si
stabilizzerà attorno al valore di 164 mila tonnellate/anno a partire
dal 2008. Con la raccolta domiciliare una parte consistente dei rifiuti
prodotti nel territorio sarà avviata ad effettivo recupero per cui la
quantità di rifiuti da portare al nuovo impianto di trattamento, che
deve essere ancora realizzato, sarà molto minore. Tale previsione ha
portato ad un ridimensionamento, secondo progetto, dell’impianto di
trattamento per il compostaggio della frazione organica e
stabilizzazione dei rifiuti indifferenziati residuali dalla raccolta
differenziata.
Lo studio per la localizzazione del terreno per la realizzazione
dell’impianto è ancora in corso anche se l’area individuata dietro
l’Auchan, di rimpetto a Candia, sembra la più adatta. Al momento sono
sotto osservazione altri due siti, complessivamente il Comune di Ancona
ne ha monitorati cinque, uno all’Aspio in area Piantate Lunghe e uno in
zona Saline presumibilmente nel tratto che collega Casine di Paterno a
Castelferretti. Una
strategia come quella indicata dal consorzio sul trattamento dei
rifiuti sembra poi portare diritta alla rinuncia della costruzione di
una nuova discarica che, secondo gli studi dell’Università, sarebbe
dovuta sorgere a Filottrano. L’ampliamento dell’impianto
di Castelcolonna del Bacino 2 potrebbe permettere il ricevimento
continuo dei rifiuti provenienti dal Bacino 1. Tra l’altro “il
materiale residuo che dovrà essere portato a discarica - si legge
ancora nel comunicato di Conero Ambiente - risulterà molto minore, per
cui minore sarà il consumo di discariche”. “Si tratterà poi di
materiale reso non putrescibile dal trattamento subito nell’impianto
per cui le discariche avranno impatto ambientale modesto”. Si sta ora
avviando la fase realizzativa del piano della raccolta, che per le
prime zone entrerà in funzione nel corso del prossimo anno. Questa fase
sarà preceduta da una intensa attività di informazione agli abitanti:
per far fronte al grosso impegno richiesto si stanno attivando tavoli
di lavoro Consorzio, Comuni e Aziende.
LUCA
FREZZOTTI ,
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| Edizione del
29 gennaio 2007 del CORRIERE ADRIATICO |
il sindaco
Ballante ha confermato il ricorso al Tar così come deciso dal comune di
Cingoli Anche il presidente del comitato passa alle carte bollate “Una
scelta assurda che ci penalizza”
Sala consiliare gremita per bocciare la decisione della
Provincia
Discarica,
Filottrano dice no
FILOTTRANO
- Assemblea straordinaria per la discarica. Il Comitato la discarica
non è di moda ' e l'amministrazione comunale hanno partecipato, ieri
l’altro, all'assemblea pubblica straordinaria per portare a conoscenza
tutti i cittadini le ultime decisioni prese dalla Provincia in merito
alla discarica. In una sala consiliare gremita come mai, ha aperto i
lavori il sindaco Ivana Ballante, che nel suo intervento ha informato i
presenti che la giunta comunale, con delibera immediatamente
eseguibile, ha deciso il ricorso al Tar avverso la decisione della
Provincia e ha ribadito fortemente le ragioni per le quali è importante
opporsi alla realizzazione della discarica a Filottrano .
Il sindaco ha ripercorso tutti gli avvenimenti che si sono succeduti
dal 3 novembre 2005, giorno dell'incontro con l'assessore alla
provinciale Patrizia Casagrande durante il quale venne informata che i
primi due siti identificati dall’Università Politecnica delle Marche
per realizzare la nuova discarica ricadevano sul territorio di Filottrano. Ricorre al Tar anche il Comune di Cingoli, perché il sito
della indicato è prospiciente al suo territorio, come ha affermato il
sindaco Filippo Bacci nel corso del suo intervento. Voglio ringraziare
i componenti del comitato tecnico per l'impegno profuso e per aver
trovato dopo un'analisi certosina valide motivazioni tecnico-legali
avverso lo studio eseguito dall'Università di Ancona . Queste le parole
del presidente del comitato Giovanni Serrani,ormai è tempo di scendere
in campo per azioni a tutela degli interessi della comunità. Si
preannunciano tre ricorsi, promossi dal comitato stesso: dei
proprietari dei terreni, dei confinati e dei titolari delle attività
che subirebbero danni se la discarica venisse realizzata. L’azione
legale è affidata a Luciano Saraceni, presidente della Banca Credito
Cooperativo di Filottrano, che terrà i contatti con lo studio legale
Carissimi di Terni.
Sono anche state fissate le date in cui il comitato incontrerà
residenti e interessati dei siti indicati: martedì prossimo nella sala
parrocchiale di Sant'Ignazio (sito 11) e il 1° febbraio nell'area verde
della frazione Cantalupo (sito 10). A questo punto è importante
l'impegno e la sensibilità di tutti ,perché la discarica è un problema
che riguarda l'intera città ,nessuno escluso. Così Serrani ha concluso
i lavori, invitando i presenti a un contributo finanziario per le forti
spese da sostenere. Una serata importante in cui con molta civiltà si è
confermata la volontà dell’ impegno politico che giuridico per dire “no
alla discarica a Filottrano”. |
| Edizione del 30
dicembre 2006 del CORRIERE ADRIATICO |
Rifiuti, l’assessore Casagrande:
“Lo studio dell’Università Politecnica resta valido”
Filottrano,
torna l’incubo della discarica
FILOTTRANO
- “Il Piano provinciale rifiuti va attuato, compresi i risultati dello
studio fatto dall’Università Politecnica delle Marche sulla
identificazione dei siti per realizzare la nuova discarica per i 16
Comuni dell’Ambito 1”. Il che significa che torna attuale la
localizzazione nel territorio di Filottrano. Nonostante i mesi di
contestazione e lotta dell’amministrazione comunale e dell’apposito
comitato popolare. L’ha ribadito l’assessore provinciale all’ambiente
Patrizia Casagrande intervenuta, sabato scorso, all’inaugurazione della
nuova centrale di produzione d’energia elettrica dal biogas della
discarica “La Cornacchia” di Moie.
Ma la patata bollente la Provincia l’ha passato a Conero Ambiente, il
consorzio obbligatorio (per legge) composto da 16 Comuni dell’Ambito 1
tra cui Ancona, Falconara, Osimo e anche Filottrano. “Come vogliono le
leggi correnti sono i consorzi a decidere come e dove realizzare gli
impianti relativi alla gestione integrata dei rifiuti” spiega la
Casagrande, “la Provincia ha messo a disposizione di Conero Ambiente lo
studio e la graduatoria stilati dall’Università Politecnica. E ha
chiuso il suo compito deliberando. Il consorzio ha facoltà di scegliere
uno dei siti indicati in graduatoria in piena libertà, ma lo deve fare
entro aprile 2007. In caso contrario deciderà la Provincia, scegliendo
il primo sito in graduatoria e cioè Filottrano”. Comunque si rigiri la
patata bollente, il territorio di Filottrano resta l’obiettivo
prioritario per la nuova discarica, avendo le prime due indicazioni
della graduatoria.
Tutto sembrerebbe deciso, quindi. Perché all’interno di Conero Ambiente
il Comune di Filottrano ha ben poco peso decisionale rispetto ai grandi
come Ancona, Osimo, Falconara etc. E se anche il sindaco Ballante, la
giunta, il Consiglio e gli abitanti riuscissero a non far decidere il
consorzio, deciderebbe la Provincia. E sceglierebbe Filottrano.
Patrizia Casagrande è persona e amministratore pubblico coerente. E
anche coraggiosa, dote rara in politica. Avrebbe potuto rinviare tutto
alla prossima legislatura, a dopo le elezioni di primavera 2007. Alla
prossima giunta. Modus operandi, questo, molto praticato e sempre in
auge nell’Italietta. Mal’assessore all’ambiente è pur sempre
espressione di uno schieramento politico, anzi di una coalizione
variegata. E la giunta provinciale è in scadenza. Quindi la possibilità
che tutto venga rinviato alla nuova amministrazione provinciale è molto
concreto. Il come e il perché questo possa avvenire sono aspetti
irrilevanti nella “logica” del consenso elettorale. Le vicende
nazionali, dalla Finanziaria ai Pacs la dicono lunga sulla possibilità
di fare tutto e il contrario di tutto.
Anche perché lo studio dell’Università Politecnica ha ignorato -
volutamente o per gli input iniziali all’incarico - la possibilità di
allargare la discarica di Castelcolonna come, invece, è stato possibile
fare con la discarica La Cornacchia di Moie con buon senso e
razionalità. Non è un mistero per nessuno che la soluzione
Castelcolonna non dispiaccia a quell’amministrazione comunale che
dovrebbe acquisire la discarica dall’attuale proprietà privata. Ma non
sarebbe un problema. Ancona ha fatto la sua parte, con ritardo ma l’ha
fatto decidendo di posizionare l’impianto di selezione rifiuti nel suo
territorio. Castelcolonna è più vicino ad Ancona rispetto Filottrano.
Ed è disponibile, di fatto, ad ampliare la propria discarica, in tempi
molto più veloci che realizzarne una nuova. O no?
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| Edizione del 20 ottobre
2006 del CORRIERE ADRIATICO |
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Ivana Ballante: “Il consiglio comunale del
capoluogo di regione ha dato ulteriore credito alle nostre
ragioni”
No alla discarica, la soddisfazione del sindaco di
Filottrano
“Anche
Ancona è con noi”
FILOTTRANO
- “Il consiglio comunale di Ancona con la delibera approvata l’altro
giorno si è assunto un impegno chiaro e preciso: no all'impianto di
smaltimento a Filottrano, conteniamo i costi”. Immediate le
considerazioni del sindaco di Filottrano, Ivana Ballante: “Esprimo viva
soddisfazione - ha affermato - per la votazione del Comune di Ancona, a
volte gli steccati, quando è il buon senso a prevalere, si superano in
politica. Filottrano non merita di divenire la discarica di tutti i
Comuni compresi nel Bacino 1. La qualità della vita nei comuni
dell'entroterra - ha precisato il sindaco - è fondamentale e comunque
va fatta una seria e responsabile riflessione circa la necessità di una
nuova discarica anche in considerazione della tipologia dell'impianto
di trattamento che si andrà a realizzare nel Comune di Ancona e degli
obiettivi di potenziamento della raccolta differenziata. Tra l'altro,
rimane fermamente convinta dell'opportunità di riaprire la discussione
su tecnologie innovative ed alternative, quali la termovalorizzazione,
ampiamente sperimentate anche in Regioni guidate da governi di
centrosinistra. Pertanto apprezzo - ha concluso la Ballante - che il
Comune capoluogo di provincia, Ancona, abbia compreso le nostre ragioni
e abbia compreso che se è Ancona ad ospitare l'impianto di trattamento,
i costi del trasporto dei rifiuti a carico dei Comuni del Bacino 1
lieviterebbero senza considerare le risorse necessarie per la
realizzazione delle infrastrutture e spero che la Provincia tenga ora
conto di questa posizione formalmente espressa da Ancona”.
Anche il gruppo consiliare di Alleanza nazionale del Comune di Ancona -
attraverso il presidente Giovanni Zinni - fa sapere di essere rimasto
molto soddisfatto dalla discussione in aula in materia di trattamento e
smaltimento dei rifiuti. “Con una votazione trasversale e pressoché
unitaria il consiglio comunale di Ancona ha ribadito di voler essere
centrale nella gestione dei rifiuti del Bacino 1 del territorio
provinciale. Da un lato vi è stata la maggioranza che ha ribadito con
una delibera l'assunzione di responsabilità nella gestione
dell'impianto di trattamento e smistamento, dall'altra An e la Cdl che
hanno ribadito la necessità di non andare a realizzare l'impianto di
smaltimento, e cioè la vera e propria discarica, in zone lontane ed
antieconomiche quali Filottrano, come si evince purtroppo dallo studio
commissionato dalla Provincia. Ora Sturani - secondo quanto dichiarato
dallo stesso Giovanni Zinni - deve far sentire la sua voce soprattutto
sulla Provincia che è l'ente competente per l'individuazione del sito
dello smaltimento. Il nostro auspicio è che adesso la maggioranza in
Comune rispetti i patti, e cioè l'unanimità del consiglio comunale, a
parte purtroppo Rifondazione, per ottenere un impegno serio della
Provincia in questo senso”.
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| Edizione del 24
novembre 2005 del CORRIERE ADRIATICO |
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Anche l’opposizione di centrosinistra dice “no”
all’impianto previsto in località Sant’Ignazio Morresi: “La politica
deve entrare nel cuore dei problemi e non affidarsi alle relazioni
tecniche” Voto unanime dell’assise straordinaria dell’altra sera. Il
sindaco s’appella alla sovranità popolare
Filottrano, Consiglio unito contro la
discarica
FILOTTRANO - Il consiglio comunale convocato
l’altra sera in seduta “straordinaria pubblica ed urgente” ha visto
votato all'unanimità l'unico punto all'ordine del giorno, ovvero quello
riguardante la localizzazione della discarica del bacino 1 della
provincia di Ancona sul territorio di Filottrano. Un “no” sentito,
secco, determinato, senza i paventati tentennamenti dell’opposizione
che qui, lo ricordiamo, è targata centrosinistra.
---CONTINUA---
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| Edizione del 18
novembre 2005 del CORRIERE ADRIATICO |
L’arbitro Daniele
Tombolini nominato a capo degli oppositori. Altolà ai politici
Filottrano,
inizia la battaglia
Affollatissima assemblea: costituito il Comitato anti
discarica
E’ nato il Comitato cittadino anti discarica. A presiederlo è stato
chiamato il popolare arbitro di calcio Daniele Tombolini, che ha una
villetta nelle immediate vicinanze da dove dovrebbe sorgere l’impianto
filottranese per i rifiuti. L’ufficializzazione della nascita del
Comitato e di Tombolini presidente l’altra sera nel corso di una
affollatissima assemblea popolare al cinema Torquis. Il sindaco Ivana
Ballante, affiancato dal primo cittadino di Cingoli e da amministratori
dela vicina Osimo, ha annunciato una “guerra” che non concederà sconti
a nessuno, “per una scelta ingiusta, insensata e priva di supporti
scientifici validi”. Un boato da stadio ha sottolineato anche
l’intervento di Tombolini.
In cronaca di Jesi |
| Edizione
del 13 novembre 2005 del CORRIERE ADRIATICO |
comuni in lotta
ANCONA - Le discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani continuano
a creare tensioni. Molti “no” sulla loro dislocazione. L'ultimo diniego
è del sindaco An di Filottrano, Ivana Ballante, dopo che la Provincia
aveva annunciato di avere individuato, tramite uno studio tecnico
dell'università di Ancona, il sito in quel Comune. In questo
graviterebbero i rifiuti (140 mila tonnellate/anno) di 16 Comuni per
complessivi 240 mila abitanti, parte costieri, tra cui Ancona che, da
sola, ha la metà del numero dei residenti del bacino sud della
provincia. “Il consiglio comunale di Filottrano - ha precisato la
Ballante - si espresse in modo contrario nel 2002 e lo farà nuovamente.
Riteniamo astratte le valutazioni tecniche effettuate in quanto non
tengono conto della specificità del territorio”.
Diversa la situazione a Chiaravalle dove l’amministrazione comunale
chiede che l’impianto di selezione e dei rifiuti venga realizzato sul
proprio territorio, scelta fortemente contestata da comitati popolari e
Comuni limitrofi.
Non meno tenero è stato il dibattito tenutosi a Castel di Lama, in
provincia di Ascoli che nella frazione Relluce ospita una discarica e
che emana cattivi odori tanto che i residenti ne chiedono
l'eliminazione, così come controlli sulla sicurezza dell'impianto e
l'individuazione di una possibile alternativa.
REDAZIONALE

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